Decolonizzare la città. Dialoghi Visuali a Padova

Autori

Elisabetta Campagni, Annalisa Frisina

Descrizione

Via Amba Alagi, via Tembien, via Adua, via Agordat. Via Eritrea, via Libia, via Bengasi, via Tripoli, Via Somalia, piazza Toselli… via Amba Aradam. Diversi sono i nomi di luoghi, eventi e personaggi storici del colonialismo italiano in città attraversate in modo distratto, senza prestare attenzione alle tracce di un passato che in realtà non è ancora del tutto passato. Che cosa significa la loro presenza oggi, nello spazio postcoloniale urbano? Se la loro origine affonda le radici in un misto di celebrazione coloniale e nazionalismo, per capire il significato della loro permanenza si deve guardare alla società contemporanea e alle metamorfosi del razzismo.  

Il dibattito sul passato coloniale italiano è stato ampiamente ignorato nei dibattiti pubblici e troppo poco trattato nei luoghi di formazione ed educazione civica come le scuole. L’esistenza di scritti, memorie biografiche e racconti, pur presente in Italia, non ha cambiato la narrazione dominante del colonialismo italiano nell’immaginario pubblico, dipinto come una breve parentesi storica che ha portato civiltà e miglioramenti nei territori occupati (“italiani brava gente”). Tale passato, però, è iscritto nella toponomastica delle città italiane e ciò ci spinge a confrontarci con il significato di tali vie e con la loro indiscussa presenza. Per questo vogliamo partire da questi luoghi, e in particolare da alcune strade, per costruire una narrazione dal basso che sia frutto di una ricerca partecipata e condivisa, per decolonizzare la città, per reclamare una lettura diversa e critica dello spazio urbano e resistere alle politiche che riproducono strutture (neo)coloniali di razzializzazione degli “altri”.

Il progetto allora intende sviluppare una riflessione collettiva sulla storia coloniale italiana, il razzismo, l’antirazzismo, la resistenza di ieri e di oggi attraverso la realizzazione di un video partecipativo.

Esso è organizzato in forma laboratoriale e vuole coinvolgere studenti/studentesse del laboratorio “Visual Research Methods” (corso di laurea magistrale “Culture, formazione e società globale”) dell’Università di Padova e gli/le artisti/e ed attivisti/e afrodiscendenti, legati alla diaspora delle ex-colonie italiane e non. 

Il progetto si propone di creare una narrazione visuale partecipata, in cui progettazione, riprese e contenuti siano discussi in maniera orizzontale e collaborativa tra i e le partecipanti. Gli/Le attivisti/e e artisti/e afrodiscendenti con i/le quali studenti e studentesse svolgeranno le riprese provengono in parte da diverse città italiane e in parte vivono a Padova, proprio nel quartiere in questione. Ognuno/a di loro produrrà insieme agli studenti e alle studentesse una riflessione attraverso forme artistiche differenti (come l’arte figurativa, la slam poetry…), interrogando tali luoghi e con essi “noi” e la storia italiana. I partecipanti intrecciano così le loro storie personali e familiari, la storia passata dell’Italia e il loro attivismo quotidiano, espresso con l’associazionismo o con diverse espressioni artistiche (Mackda Ghebremariam Tesfaù, Wissal Houbabi, Theophilus Marboah, Cadigia Hassan, Enrico e Viviana Zorzato, Ilaria Zorzan, Ada Ugo Abara ed Emanuel M’bayo Mertens di Arising Africans). I processi di discussione, scrittura, ripresa, selezione e montaggio verranno documentati attraverso l’utilizzo di foto e filmati volti a mostrare la meta-ricerca, il processo attraverso cui viene realizzato il video finale, e le scelte, di contenuto e stilistiche, negoziate tra i diversi attori.  Questi materiali verranno condivisi attraverso i canali online, con il fine di portare a tutti coloro che sostengono il progetto una prima piccola restituzione che renda conto dello svolgimento del lavoro. 

Le strade sono un punto focale della narrazione: oggetto dei discorsi propagandistici di Benito Mussolini, fulcro ed emblema del presunto e mitologico progetto di civilizzazione italiana in Africa, sono proprio le strade dedicate a luoghi e alle battaglie dove si sono consumate le atrocità italiane che sono oggi presenze fisiche e allo stesso tempo continuano ad essere invisibilizzate; e i nomi che portano sono oggi largamente dei riferimenti sconosciuti. Ripercorrere questi luoghi fisici dando vita a dialoghi visuali significa riappropriarsi di una storia negata, rinarrare delle vicende che nascondono deportazioni e uccisioni di massa, luoghi di dolore, per costruire narrazioni dove i protagonisti e le protagoniste sono coloro che tradizionalmente sono stati messi a tacere o sono rimasti inascoltati.

La narrazione visuale partirà da alcuni luoghi – come via Amba Aradam e via lago Ascianghi – della città di Padova intitolati alla storia coloniale italiana, in cui i protagonisti e le protagoniste del progetto daranno vita a racconti e performances artistiche finalizzate a decostruire la storia egemonica coloniale, troppo spesso edulcorata e minimizzata. L’obiettivo è quello di favorire il prodursi di narrazioni dal basso, provenienti dalle soggettività in passato rese marginali e che oggi mettono in scena nuove narrazioni resistenti. La riappropriazione di tali luoghi, fisica e simbolica, è volta ad aprire una riflessione dapprima all’interno del gruppo e successivamente ad un pubblico esterno, al fine di coinvolgere enti, come scuole, associazioni e altre realtà che si occupano di questi temi sul territorio nazionale. Oltre alle strade, saranno oggetto di discussione la mappa dell’impero coloniale italiano situata proprio nel cuore della città, in Piazza delle Erbe, e l’ex piazza Toselli, ora dedicata ai caduti della resistenza, che ci interroga sul legame tra le forme di resistenza al fascismo e al razzismo, che unisce le ex-colonie all’Italia.

Rinarrare la storia passata è un impegno civile e politico verso la società contemporanea. Se anche oggi il razzismo ha assunto nuove forme, esso affonda le sue radici nella storia nazionale e coloniale italiana. Questa storia va rielaborata criticamente per costruire nuove alleanze antirazziste e anticolonialiste.

Il video partecipativo, ispirato al progetto “Roma Negata” della scrittrice Igiaba Scego e di Rino Bianchi, ha l’obiettivo di mostrare questi luoghi attraverso narrazioni visuali contro-egemoniche, per mettere in discussione una storia ufficiale, modi di dire e falsi miti, per contribuire a dare vita ad una memoria critica del colonialismo italiano e costruire insieme percorsi riflessivi nuovi. Se, come sostiene Scego, occupare uno spazio è un grido di esistenza, con il nostro progetto vogliamo affermare che lo spazio può essere rinarrato, riletto e riattraversato. 

Il progetto vuole porsi in continuità con quanto avvenuto sabato 20 giugno, quando a Padova, nel quartiere Palestro, si è tenuta una manifestazione organizzata dall’associazione Quadrato Meticcio a cui hanno aderito diverse realtà locali, randunatesi per affermare la necessita’ di decolonizzare il nostro sguardo. Gli interventi che si sono susseguiti hanno voluto riflettere sulla toponomastica coloniale del quartiere Palestro, problematizzandone la presenza e invitando tutti e tutte a proporre alternative possibili.

Città: Padova

Location: Padova

La scrittrice italo-somala Igiaba Scego ha già dato la sua disponibilità come consulente artistica del progetto, così come così come il regista italo-etiope Dagmawi Yimer, che parteciperà attivamente nella progettazione e nella realizzazione del video partecipativo. Il progetto potrà infine contare su Valeria Deplano e Alessandro Pes (Università di Cagliari) in qualità di consulenti storici sul colonialismo italiano.

Finanziamento
Il finanziamento servirà a due scopi: 1) rimborsare la partecipazione di artisti/e-attivisti/e coinvolti nel
processo di costruzione del video; 2) promuovere il lavoro a Padova e nelle altre città italiane, sostenendo
la distribuzione partecipata del video all’interno di diversi contesti educativi e socio-culturali.

Contatti del referente

betta.campagni@gmail.com, annalisa.frisina@gmail.com

Commenti

Maria budini

Data: 15 Giugno 2020

Ottimo

Maria budini

Data: 15 Giugno 2020

Splendido

Sonia

Data: 15 Giugno 2020

Fantasyico

Ludovico

Data: 15 Giugno 2020

Well done!

Cadigia

Data: 15 Giugno 2020

Iniziativa valida e molto attuale

Claudia

Data: 15 Giugno 2020

Bellissimo progetto!

Simonetta

Data: 16 Giugno 2020

Iniziativa molto interessante

Barbara

Data: 16 Giugno 2020

Fantastico progetto!!

Elena

Data: 16 Giugno 2020

Bellissimo progetto, merita!

Francesca

Data: 16 Giugno 2020

Credo di aver votato, ma per essere sicura, potete spiegarmi come fare per mettere il voto al progetto? Basta cliccare sul cuore verde in alto?

Marco Zanotto

Data: 16 Giugno 2020

decolonizziamo Padova

Daphné

Data: 16 Giugno 2020

Un progetto davvero interessante ! Seguo!

Michela

Data: 16 Giugno 2020

Brave, un progetto doveroso

Anna

Data: 16 Giugno 2020

Operazione necessaria di riflessione e ricontestualizzazione dello spazio pubblico

MANUÉL

Data: 17 Giugno 2020

Iniziativa necessaria profonda ed efficace che va ben oltre il mero approccio troppo iconoclasta recente. Top

Carmelo

Data: 17 Giugno 2020

Ottima idea, è come portare alla luce reperti archeologici nascosti nelle vie di tutte le strade italiane.

Selam

Data: 17 Giugno 2020

Bellissimo!

Francesca

Data: 17 Giugno 2020

Dovere! Decolonizziamo subito!

LISA ZANETTI

Data: 18 Giugno 2020

tutto il mio appoggio!

Fiorella Grigio

Data: 19 Giugno 2020

Forza ragazze, gran bel progetto

Carmen Cascella

Data: 19 Giugno 2020

Forza Prof, siamo tutti con lei, avanti tutta! Bellissima iniziativa

gioacchino

Data: 22 Giugno 2020

era ora di decolonizzare !!!!

Anuj Kalra

Data: 23 Giugno 2020

Bellissimo! È ora che la città venga decolonizzata!

Valentina moro

Data: 29 Giugno 2020

Idea bellissima!

Giuseppe mosscpni

Data: 1 Luglio 2020

Mi sembra um"iniziativa catartica e liberatoria rispetto a tanti luohi comuni e rimozioni che inquinano le ns.. strade

Annalisa

Data: 1 Luglio 2020

Grazie a tutte/i!

Dany

Data: 1 Luglio 2020

Un'iniziativa assolutamente necessaria, un bel progetto da sostenere.

Federico Curzel

Data: 2 Luglio 2020

Bellissimo progetto! Forza!

Dolores

Data: 2 Luglio 2020

Un progetto di cui tutti abbiamo molto bisogno, grazie!

Marco Martiniello

Data: 2 Luglio 2020

Bellissimo progetto !

Alfredo

Data: 2 Luglio 2020

Ottimo progetto

Antonio

Data: 2 Luglio 2020

interessante

giuseppe scandurra

Data: 2 Luglio 2020

bellissimo progetto

Emma Mertens

Data: 3 Luglio 2020

The Revolution Will Not Be Televised...

Cristina Lombardi-Diop

Data: 4 Luglio 2020

Decolonizzare gli spazi, decolonizzare la mente

Rodrigo Macario

Data: 9 Luglio 2020

Progetto molto interessante e necessario

Roberto Satta

Data: 9 Luglio 2020

Complimenti per l'iniziativa e in bocca al lupo!

antonello

Data: 11 Luglio 2020

grande progetto!

Marcello Maneri

Data: 12 Luglio 2020

Ce ne vorrebbe uno in ogni città

Najib

Data: 12 Luglio 2020

Complimenti!!

cecilia

Data: 12 Luglio 2020

Brav*!

cecilia

Data: 12 Luglio 2020

Bravi!!

Sam

Data: 13 Luglio 2020

Bravi

Enrico Pelloni

Data: 13 Luglio 2020

bravi!

sebastian

Data: 14 Luglio 2020

Punto di vista che condivido a pieno. Bellissimo progetto

Maria elisabetta budini

Data: 14 Luglio 2020

Ottimo

Girolamo.frisina

Data: 14 Luglio 2020

Iintressante coinvolgente

Intasar Ul Haq

Data: 14 Luglio 2020

A nice initiative. May all forces of good be with you

Halima

Data: 14 Luglio 2020

Bella iniziativa

Prince

Data: 14 Luglio 2020

Bella iniziativa

Yang

Data: 15 Luglio 2020

Bravi!

Luisa

Data: 15 Luglio 2020

Bellissimo!!

Fenya

Data: 15 Luglio 2020

Interesting topic!

Marie

Data: 15 Luglio 2020

Bello!

Chiara Marchetti

Data: 15 Luglio 2020

Siamo con voi!

Camilla

Data: 15 Luglio 2020

Progetto importante per una realtà Padovana sempre più multiculturale!

lorenzo

Data: 15 Luglio 2020

molto interessante

lorenzo Chiapparini

Data: 15 Luglio 2020

davvero un bel progetto

Francesco Toma

Data: 15 Luglio 2020

tutto il sostegno che merita!

Francesco Tola

Data: 15 Luglio 2020

tutto il sostegno che merita!

Carmen Belmonte

Data: 15 Luglio 2020

Complimenti, un progetto davvero importante!

Sandro Fusi

Data: 16 Luglio 2020

Un lavoro importante, da portare nelle scuole, affinché si costruisca una memoria condivisa per le prossime generazioni e si abolisca definitivamente lo stereotipo buonista “ italiani brava gente”

francesca

Data: 16 Luglio 2020

Grandi!

Jan

Data: 19 Luglio 2020

Bravissima Betta! Un progetto molto importante!

Miguel Mellino

Data: 19 Luglio 2020

Un progetto importante e del tutto in linea con molti degli spazi aperti di recente dalla polemica su Montanelli, il rapporto dell'Italia con il colonialismo, il razzismo nella storia nazionale.

Omar Dahib

Data: 19 Luglio 2020

Complimenti

Vincenza

Data: 22 Luglio 2020

Un progetto non solo importante ma necessario

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